❓LO SAPEVI? 👩

Quando parliamo di denaturazione proteica nel contesto dell’epilazione laser, ci riferiamo al processo in cui il calore generato dal laser agisce sulle proteine presenti nel follicolo pilifero.

Quando il raggio laser colpisce il pelo, la sua energia luminosa viene assorbita dalla melanina. Questo assorbimento genera calore, che si propaga lungo tutto il fusto del pelo fino a raggiungere il bulbo, la parte più profonda del follicolo, la papilla dermica ed il bulge.

Cosa accade durante la denaturazione proteica?

La denaturazione proteica avviene a causa del calore. Le proteine nel bulbo del pelo, come la cheratina, subiscono un cambiamento nella loro struttura a causa dell’aumento di temperatura, trovando un nuovo equilibrio, chiamato “entropia”. Questo nuovo status, danneggiando l’intera struttura del follicolo pilifero, lo rende incapace di produrre nuovi peli.

Un aspetto importante è che il laser mira selettivamente alla melanina (v. fototermolisi selettiva), il che rende questo trattamento estremamente efficace, soprattutto per le persone con peli scuri e pelle chiara, poiché il contrasto cromatico consente al laser di concentrarsi sulla melanina pilifera senza danneggiare la pelle circostante.

L’effetto a lungo termine è la riduzione della crescita dei peli nella zona trattata. Tuttavia, poiché i follicoli piliferi hanno cicli di crescita diversi, è necessario ripetere il trattamento in diverse sessioni per colpire i peli quando raggiungono la fase anagen, e ottenere così risultati più duraturi.

In sostanza, l’epilazione laser sfrutta il calore generato dal laser per danneggiare in modo controllato i follicoli piliferi, riducendo così la crescita dei capelli nella zona trattata.